sabato 14 giugno 2014

BOCCONCINI DI " PANE CUNZATU " CON VASTEDDA DELLA VALLE DEL BELìCE!


Alla penultima lezione ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) la preparatissima e simpatica docente ci ha parlato delle paste filate.
Sono rimasta due ore in catalessi.
La lezione più bella in assoluto, forse anche perché riguardava prodotti della mia terra, dalle Mozzarelle di bufala DOP al Provolone del Monaco DOP,  formaggio tipico del paese del mio adorato suocero.
Paste filate della Campania, Puglia ecc ecc, e si arriva fino in Sicilia.
Ed è qui che m'innamoro all'istante nell'ascoltare la sua storia: come nacque la Vastedda della Valle del Belìce.


Ve ne trascrivo una parte,  presa da Taccuini Storici, giusto per far innamorare anche voi.

La Vastedda della Valle del Belìce DOP è sicuramente molto originale: è un raro caso di formaggio a pasta filata ottenuto da latte ovino e il nome, vastedda, deriva dal piatto in ceramica dove la forma viene lasciata a riposare dopo la filatura. Prodotto nella Valle del Belìce nel periodo estivo, nacque per rispondere all’esigenza dei casari di recuperare i pecorini che presentavano dei difetti. Il nome deriva dal termine dialettale “vasta” cioè guasta, andata a male. I pecorini mal riusciti venivano filati ad alta temperatura,  per realizzare un formaggio a forma ovoidale da consumare fresco, entro due o tre giorni.
La Valle del Belice ha una lunghissima tradizione nella pratica dell'allevamento ovino, soprattutto finalizzato alla produzione di formaggi. Questa tradizione, nelle metodologie e nelle tempistiche, è rimasta pressoché invariata: le pecore sono ancora allevate al pascolo e riparate in ovili che garantiscano il totale benessere degli animali e di conseguenza la migliore qualità del latte. Allo stesso modo, la vastedda è ancora oggi un formaggio artigianale, lavorato da maestri casari con estrema abilità e professionalità, tramite l'uso di tipiche attrezzature in legno e giunco, che conferiscono al prodotto le sue peculiarità.

La prof ci disse che facendo un giretto da Eataly l'aveva vista nel reparto formaggi.
Molto più semplice per me prendere la metropolitana, anche se un giretto in Sicilia me lo rifarei tanto volentieri.
Ma la volevo assaggiare subito.

Pane Cunzatu, poi visto che avanzava del condimento,  ho preparato una pasta fredda.
Il tutto completato con questo formaggio straordinario.
Nel caso non lo trovaste, usate un primo sale o un formaggio fresco di pecora (fresco, NON molle).
Ora vi posto un po' di foto, alla fine trovate gli ingredienti ed il procedimento per preparare anche i pomodori confit.
Oggi a pranzo me sugnu arricriata







Vastedda del Belìce ( o degno sostituto)
pomodori pachino e datterini
timo fresco
zucchero
origano
olive nere ( ho usato quelle cotte in forno)
fiori di capperi
pane di grano duro (preferibilmente fatto con lievito naturale)
olio extravergine di oliva
sale
pasta (formato a piacere)

Per preparare i pomodori confit:
Tagliarli a metà e poggiarli su una placca rivestita di carta forno.
Cospargerli con un po' di timo dello zucchero, sale ed un filo di olio.
Farli cuocere in forno caldo nella parte alta per almeno 90 minuti a 140°, spegnere il forno e lasciarli ancora per 30 minuti ad asciugare lasciando la ventola del forno accesa. (attenzione che non brucino).
Tagliare il pane in due parti e farle riscaldare su una padella di ghisa.
Condire il pane con i pomodori, le olive che avremo denocciolato, i capperi (sciacquati ed asciugati anche se sono sott'aceto), un pizzico di origano, sale e un filo di olio.
Infine cubetti di Vastedda a completare questa meraviglia.
Si può condire anche la pasta come vedete dalle foto.
Vi lascio con un proverbio siciliano che mi sembra adatto ...

Cu' arrobba pri manciari, nun fa piccatu!!
Arrobbati genti , arrubbati pure!!!!