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giovedì 6 novembre 2014

SPEZZATINO DI PETTO DI POLLO AL CURRY



Non mangio carne ed il curry non mi piace.
Bene, dirà qualcuno, come fai a sapere se questa ricetta è buona?
Primo perchè di pollo al curry ve ne saranno in giro, almeno un paio di miliardi di ricette, poi perché avevo a cena le figliole, loro adorano il pollo al curry, di mio vi ho aggiunto la julienne di carote e zucchine, lasciata un po'  croccante ha dato piccolo valore aggiunto ad una ricetta che di originale ha ben poco.
Diciamocelo!
Se la provate e non vi piace la colpa non è mia, vi dovete fidare di loro.
Io vi posso garantire che il riso basmati con un filo di olio extravergine è eccezionale.
:D  :D  :D




Ingredienti per 4 persone:

500 gr di petto di pollo
1/2 porro
2 carote
2 zucchine
1 cucchiaio raso di curry
1 tazza di bordo vegetale
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale

Tagliare il petto di pollo a cubetti ed insaporirlo con il curry. Tenerlo da parte.
Mondare il porro e tagliarlo a rondelle sottili.
Lavare le zucchine e spuntarle, spuntare e pelare le carote.
Tagliere sia le zucchine che le carote a fettine, dividere le fettine in due parti, sovrapporle e procedere con un taglio a bastoncini sottili.
Fa r appassire il porro nell'olio, aggiungere i bocconcini di pollo e farli rosolare qualche minuto. Unire al pollo la tazza di brodo, e portare a cottura, quando il liquido si sarà asciugato quasi del tutto aggiungere la julienne di carote e zucchine.
Mescolare per un minuto e regolare di sale.
Volendo si può accompagnare con del riso basmati .

E' la morte sua!!!!


domenica 27 luglio 2014

PROVOLA AFFUMICATA ALLA GRIGLIA SU FOGLIE DI LIMONE


<< Sta passando la  barca di Adolfo, mo' va a fare il carico>>
<< Babbo e chi è Adolfo?  di che carico parli? >>
Il babbo in questione era mio suocero, e tutte le volte che si andava sulla spiaggia di Positano, e lui vedeva passare questa famosa barca con alla cima di bastone un pesce in legno, diceva sempre la stessa cosa.


Adolfo era un suo cugino, il quale, aveva avuto la furbizia di aprire un ristorante molto naif, su una piccola spiaggetta dopo Positano, vi si poteva accedere solo via mare.
I turisti venivano prelevati sul porticciolo, accompagnati a destinazione, mangiavano qualcosa, e dopo le 16 potevano far ritorno a casa belli satolli e soddisfatti.
Il babbo che sapeva carpire i segreti, specialmente quelli delle bontà culinarie, di questo ristorantino di Adolfo decantava una sua specialità: la provola affumicata grigliata in foglie di limone.


Sempre, se mi capita di vedere un albero di limoni ed ho la certezza dell'assenza di trattamento chimico, qualche foglia di limone la porto a casa.
Compro una bella provola affumicata e preparo questa delizia in pochissimi minuti.
Ok, la spiaggia di Positano non c'è, l'atmosfera sarà meno romantica, la mini crociera nella barca di Adolfo non la si fa,  ma questa squisitezza  la possiamo gustare pure a casa nostra.
E bastano due ingredienti due!!!!
Grazie "babbo", tu si che sapevi rubare i segreti, e non eri neanche un food blogger. :-D




Ingredienti:

foglie di limone (non trattate)
provola affumicata


Tagliare la provola in fette di centimetro di spessore.are ogni fetta tra due foglie di limone; grigliare su di una piastra precedentemente riscaldata e cuocere in entrambi i lati fin quando la provola non risulterà filante.
Cotte in precedenza e riscaldate (sempre sulla piastra) ho scoperto che risultano ancora più buone. Raffreddandosi assorbono ancora meglio l'aroma di limone, provatele e fatemi sapere se vi sono piaciute.



domenica 6 aprile 2014

PETTO DI POLLO CON SALSA ALL'ARANCIA E FIORI DI CAPPERI


I fiori di capperi,  hanno fatto la differenza in questa ricetta.
Mi hanno riportata lontana nel tempo, quando d'estate portavamo le bambine al mare ed esattamente nella spiaggia di Arienzo, due chilometri dopo Positano.




Per diversi anni, fra luglio e agosto, per almeno una ventina di giorni, nel primo pomeriggio si prendeva la macchina e si andava verso questo angolo di paradiso.





Il frinire delle cicale era il leitmotiv che ci accompagnava durante il percorso.
Per accedere alla spiaggia c'erano da scendere circa 400 gradini, quasi tutti all'ombra per fortuna.




La fretta delle bambine di arrivare al mare era tanta, quindi nessuna sosta, ma al ritorno?,
Beh, parliamone, dopo 4 ore di mare, con il sole a picco,  nuotare, star dietro a due gemelle un attimino vivaci, insomma l'idea dei 400 scalini da rifare in salita, non era proprio tanto allettante.
Quello che ci incoraggiava però, era la vista di quel romantico habitat e il trattamento naturale contro la cellulite.
A metà salita ci si sedeva su un muretto, si beveva un sorso d'acqua, che di fresco aveva solo un vago ricordo, e di fronte a noi , appesa ad un muretto a secco , si presentava una meraviglia della natura.
Una pianta di capperi in fiore.




Sapete perché questa pianta cresce facilmente nelle crepe dei muri?
Perché le lucertole sono ghiotte degli essudati zuccherini del frutto, quindi ingerendoli, ingeriscono anche i semi che passano indenni attraverso il loro apparato digestivo e sono espulsi con la defecazione.
In questo modo le piante si propagano e si ritrovano nei posti più impensabili.
Carina sta cosa neh? Io no la sapevo? e voi?
Adoro il sapore dei fiori di cappero, così ho pensato di usarli per completare e valorizzare questa ricetta dove il petto di pollo ed il succo d'arancia ne sono gli ingredienti principali. 
Ho proposto questa ricetta nel 1° Corso di Cucina Snella fatto in collaborazione con Weight Wellness, alle amiche del corso è piaciuta tantissimo, provatela e poi mi direte se non avevano ragione.
Si lo so, questi fiori di capperi che ho usato arrivano da un vasetto comprato nel supermercato sotto casa, però ci tenevo a ringraziare di cuore tutte le lucertole di Positano, senza i loro preziosi escrementi, non avrei mai avuto modo di vedere, se pur faticando, una tale meraviglia fiorita



PETTO DI POLLO CON SALSA ALL'ARANCIA E FIORI DI CAPPERI
Ingredienti per 4 persone

600 gr di petto di pollo
2 arance
fiori di capperi
farina
olio
sale

Infarinare leggermente il petto di pollo tagliato sottile, e farlo rosolare in poco olio.
A parte pelare a vivo le arance e raccogliere il succo in una contenitore.
Aggiungere il tutto compreso i fiori di capperi nella padella con il pollo, salare  e togliere dal fuoco quando la salsina si sarà addensata.







lunedì 3 marzo 2014

POLPETTE FRITTE E AL SUGO DI POMODORO (perchècipiaceesagerare)





La mia passione per la cucina nacque da li, dalle polpette fritte e, come il primo amore che non si scorda mai, ricordo esattamente dove, come, e quanto.... fossero buone.
Ci presi gusto talmente tanto a cucinare che papà, il quale si credeva un grande cuoco, mi regalò
LA CUCINA DALLA A ALLA Z  di Luigi Carnacina.
Per Carnacina come per papà, il problema del colesterolo non esisteva, il burro e la panna  erano i protagonisti principali delle loro pietanze.
Mah, forse era una moda del momento.
Quando papà preparava qualcosa da mangiare o c'era il burro o il mascarpone o la panna, se non tutti e tre in contemporanea, insomma per lui la parola light era una bestemmia.
Papà nei suoi mille lavori fatti da giovane descriveva sempre con enfasi, il periodo in cui aveva lavorato a Roma con gli americani.
Pare che fu assunto in un famoso ristorante come semplice commis de cuisine (aiuto cuoco), ma, lui tendenzialmente esagerava nei suoi racconti,  con l'andare del tempo di quella brigata ne era diventato lo Chef de cuisine.
Il numero iniziale delle portate non lo ricordo ma ultimamente quando raccontava di quel periodo diceva, con quel suo sorriso soddisfatto, che erano circa  2.500 al giorno.
<< Papà ma quanti chili di pasta calavi in una giornata? nun te pare nu poco di esagerare? >>
<< No , no,  non esagero, alla NAFIEFI erano in tanti a venire >>
Cos'era la NAFIEFI?
Mai saputo, anzi cortesemente, se qualcuno di voi lo sa me lo scriva alla fine del post, io manco sul Google l'ho trovato.
Torniamo alle polpette/primo amore.
Due versioni; quelle fritte e poi qualcuna fatta insaporire successivamente nel sugo.
Quelle fritte vanno accompagnate dalle patatine, è un obbligo, quelle nel sugo invece si mangiano con gli ziti spezzati conditi con il sugo stesso.
Come recita un antico proverbio calabrese  'A purpetta gioia mia è na cosa ca t'arricria




Ingredienti per 4 persone
500 gr di carne magra tritata
200 gr di mollica di pane rafferma
50 gr di prezzemolo tritato
70 gr di parmigiano grattugiato
2 uova
1 spicchio di aglio (oppure un pizzico di quello disidratato)
farina  ( fioretto )
olio di semi di arachidi
sale
pepe

per il sugo
500 gr di polpa d pomodoro
20 gr di cipolla tritata
olio extravergine di oliva
basilico
sale

Riunire in una terrina a carne la mollica di pane che va precedentemente bagnata in acqua e strizzata, il prezzemolo tritato, lo spicchio d'aglio tritato molto finemente, il parmigiano, le uova, un pizzico di sale e il pepe.
Amalgamare accuratamente il composto,  formare delle polpette che andranno poi passate nella farina (io uso la fioretto) , friggerle in olio caldo.

Per il sugo di pomodoro: fare appassire la cipolla in due cucchiai di olio extravergine di oliva, unire la polpa di pomodoro, salare e continuare la cottura a fuoco moderato per almeno 20 minuti.
Unire le polpette e farle insaporire nel sugo per qualche minuto, unire del basilico fresco.

In una versione light le polpette si possono aggiungere direttamente nel sugo senza farle friggere precedentemente. 



venerdì 10 gennaio 2014

INVOLTINI VEGETARIANI CON PHILADELPHIA LIGHT


Non c'è niente da fare, gennaio è come settembre, è il mese dei buoni propositi.
Ma l'intento più ricorrente, dopo quello di imparare l'inglese a fascicoli settimanali o di costruire l'Amerigo Vespucci ?
Come qual'è?
E' quello di mettersi a dieta, no?
Da settembre mi metto a dieta, dal 7 gennaio inizio la dieta.
Non si sente altro, specialmente fra le amiche.
A dire il vero, in famiglia, solo io e lui siamo perennemente a dieta.
Io perché sono quasi maniacale con il peso forma, lui perché.......
.... perché se non stiamo attenti da felino diventa suino.

Eccolo qui, il principino di casa.
Questa è la sua postazione, in attesa della pappa di mezzogiorno, la mensola in marmo accanto alla cucina a gas.
Da li osserva tutti i miei movimenti, annusa i profumi delle pietanze e se solo un attimo mi distraggo, zac, allunga la zampetta nel sugo, incurante di scottature ai suoi paffuti cuscinetti sotto le zampine.
Stavo giusto preparando questi involtini quando si è accorto, dal rumore, che stavo aprendo la confezione del philadelphia; non c'è stato verso......









.... una leccatina di formaggio cremoso l'ha pretesa.
Vabbè va tanto è light. Per oggi non ingrassa :-)




Avevo in casa una scatola di peperoni La Fiammante , sono eccezionali, cotti nel forno a legna, hanno un sapore unico.
Ho tagliato sottilmente delle zucchine e le ho grigliate leggermente.
Un pizzico di sale sulle verdure, spalmato del philadelphia light sulle falde dei peperoni, una grattugiata di pepe ed ho formato questi involti con all'esterno la zucchina grigliata, un filo di erba cipollina per tenerlo unito e infine un filo di olio extravergine.
Potrebbe essere un ottimo antipasto ma io ne mangio di più e per me diventa un eccellente secondo piatto.
Bello da vedere, buono da mangiare, e anche oggi nessun sgarro  alla dieta.
Nè io, nè il micio



Una scatola di peperoni arrostiti
2 zucchine medie
pepe
erba cipollina
sale
olio extravergine d'oliva